Il controprogetto all’Iniziativa paesaggio manca di garanzie di attuazione e di strumenti adeguati

12.11.21

Il controprogetto all’Iniziativa paesaggio sarà presto al centro del dibattito parlamentare. A mente delle associazioni per la protezione della natura, del paesaggio e del patrimonio, il disegno di legge è senza ambizioni (la nostra reazione al controprogetto). Raimund Rodewald, membro del comitato dell’Iniziativa paesaggio e direttore della Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio, spiega nell’intervista dove la versione attuale del disegno presenta lacune e dove si celano i rischi per lo sviluppo qualitativo del paesaggio svizzero. 

Foto Raimund Rodewald

Raimund Rodewald, direttore Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio membro del comitato dell’iniziativa paesaggio

Visto dall’esterno, l’iter parlamentare dell’Iniziativa paesaggio è a volte difficile da capire. Prima di parlare del controprogetto all’iniziativa, potrebbe delineare i prossimi passi del processo? 

Raimund Rodewald: Per spiegare i prossimi passi, devo ricapitolare brevemente l’istoriato. Poco dopo il deposito dell’Iniziativa paesaggio nel settembre 2020, la commissione del Consiglio degli Stati incaricata dell’esame preliminare (CAPTE-S) ha deciso di entrare in materia sul progetto del Consiglio federale per la revisione della legge sulla pianificazione del territorio (LPT2), precedentemente respinta dal Consiglio nazionale. Per quanto riguarda le costruzioni fuori dalle zone edificabili, la commissione ha quindi recepito le preoccupazioni dell’iniziativa e ha apportato importanti modifiche alla precedente proposta del Consiglio federale. 

Questo progetto è stato posto in consultazione alla fine di aprile 2021. In seguito, la CAPTE-S sottoporrà la sua proposta al plenum del Consiglio degli Stati. Il Consiglio federale si è già espresso in linea di principio a favore di questo controprogetto indiretto respingendo allo stesso tempo l’Iniziativa paesaggio.  

Come valuta le proposte del disegno? 

A nostro avviso, il progetto sostenuto dal Consiglio federale è insufficiente e in parte controproducente. È certamente positivo il fatto che siano state incluse la stabilizzazione del numero degli edifici e l’impermeabilizzazione del suolo. Tuttavia, mancano dispositivi per un’attuazione efficace e strumenti adeguati. Con l’introduzione di una ricompensa per la demolizione, è stato previsto uno strumento importante per l’implementazione, ma manca un mandato di pianificazione direttrice ai Cantoni. Possono prevedere fino a 16 anni per raggiungere la stabilizzazione degli edifici e dell’impermeabilizzazione del suolo non agricolo. Questo periodo per l’attuazione è troppo lungo. In questo modo, l’obiettivo della stabilizzazione è praticamente irraggiungibile.  

Troviamo altresì problematico che venga mantenuta la «cantonalizzazione» delle disposizioni sulla costruzione fuori zona edificabile. Il disegno di legge è quindi insufficiente come controprogetto all’Iniziativa paesaggio. 

Quali sarebbero le conseguenze di questo controprogetto? 

La proposta «cantonalizzazione» porterebbe a 26 diversi quadri normativi su ciò che può o non può essere costruito fuori zona edificabile. Secondo la proposta della commissione, queste utilizzazioni più estese rispetto al quadro giuridico federale devono essere in qualche modo compensate, ma sussiste tuttavia il pericolo di una nuova dispersione insediativa, poiché sarebbero così possibili ad esempio anche nuove costruzioni a finalità turistiche in posizioni finora non edificate. 

È ancora possibile un compromesso in Parlamento?   

Sì, ma deve crescere la consapevolezza in Parlamento che, in considerazione della già oggi crescente cementificazione del paesaggio, non abbiamo bisogno di più libertà di costruire, ma piuttosto di una chiara limitazione. Senza un controprogetto efficace in tal senso l’Iniziativa paesaggio andrà in votazione. 

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