Dal lancio dell'Iniziativa il
10 luglio 2007 la superficie costruita in Svizzera è
cresciuta di:
  m2
Il quadrato rosso corrisponde a
una superficie di 90'000'000 m2
(90 chilometri quadrati).
Bern 90km2
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Iniziativa popolare federale «Spazio per l’uomo e la natura (Iniziativa per il paesaggio)»

02.04.2009

Iniziativa per il paesaggio o Legge sullo sviluppo territoriale? Qual è la soluzione al problema dell’edificazione dispersiva?

Per lottare efficacemente contro la progressione incontrollata delle costruzioni servono una solida base costituzionale e una valida legge sulla pianificazione del territorio. L’Iniziativa per il paesaggio e la Legge sullo sviluppo territoriale in consultazione si completano a vicenda. L’avamprogetto deve però venire adeguato in alcuni punti importanti. Ipotizzabile anche una revisione parziale, invece che totale, della Legge sulla pianificazione del territorio in vigore.

Salvaguardare i paesaggi, le aree agricole e le zone di svago nei pressi delle città e dei villaggi per lasciare spazio all’uomo e alla natura rafforzando uno dei punti forti della Svizzera e della sua economia: questo è l’obiettivo dell’Iniziativa per il paesaggio. Per raggiungerlo, le associazioni promotrici hanno presentato una proposta di modifica della Costituzione accuratamente elaborata, moderata e attuabile. Nel dicembre 2008, il Consiglio federale vi ha contrapposto la nuova Legge sullo sviluppo territoriale (LSTe), un controprogetto indiretto, quale revisione totale della Legge sulla pianificazione del territorio (LPT). E al Consiglio degli Stati è stato presentato un postulato che chiede un controprogetto diretto a livello costituzionale. Otto Sieber, Presidente dell’Associazione «Sì all’Iniziativa per il paesaggio», si è così espresso in merito a questa molteplicità di soluzioni ai problemi di pianificazione: «Di principio, appoggiamo tutto quanto contribuisce a raggiungere lo scopo dell’Iniziativa per il paesaggio.» Ma se la LSTe vuole essere un valido controprogetto, occorrono alcune modifiche.

Aspetti positivi e negativi della LSTe
L’avamprogetto di Legge sullo sviluppo territoriale contiene alcuni elementi promettenti. «Salutiamo le indicazioni più chiare per quanto riguarda i piani direttori cantonali, la determinazione del fabbisogno regionale di superfici edificabili, l’obbligo dei Cantoni di verificare e adeguare le zone edificabili sovradimensionate e le misure contro la tesorizzazione di terreni edificabili», commenta Raimund Rodewald, riassumendo gli aspetti positivi.
Le associazioni promotrici dell’Iniziativa per il paesaggio rigettano invece la parziale delega ai cantoni della normativa sulle costruzioni fuori zona e la rinuncia al prelievo obbligatorio del plusvalore determinato da decisioni pianificatorie. Esse considerano inoltre inadeguate le cosiddette «zone coltive».

La revisione totale della Legge in vigore rischia di non giungere a buon fine per via dei numerosi «cantieri» lungo il suo percorso, mentre una revisione parziale sarebbe sufficiente e avrebbe migliori possibilità di riuscire a risolvere il problema più urgente della pianificazione territoriale svizzera, ossia la rapida avanzata degli insediamenti a scapito dello spazio agricolo.

Maya Graf, membro del comitato d’iniziativa, attira l’attenzione sul fatto che una più efficace pianificazione territoriale andrebbe anche a favore dei contadini: «Se la Svizzera vuole mantenere un’agricoltura produttiva e rispettosa dell’ambiente, ha bisogno di una valida base costituzionale e di una ponderata legge sulla pianificazione territoriale che proteggano lo spazio agricolo e le basi esistenziali dei contadini.»

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