
Il Consiglio federale non prende sul serio lo sconsiderato consumo di terreni
19.12.2008
Il Consiglio federale respinge l’Iniziativa per il paesaggio
Le associazioni promotrici dell’Iniziativa per il paesaggio sono stupite dalla reazione del Consiglio federale, che raccomanda di respingere l’Iniziativa. Gli ultimi dati presentati dall’Ufficio federale dello sviluppo territoriale evidenziano quanto sia invece necessario accettarla. Palesemente il Consiglio federale non prende abbastanza sul serio il ritmo serrato con cui le costruzioni inghiottono i terreni e l’avanzata dell’edificazione dispersiva.
L’associazione «Sì all’Iniziativa per il paesaggio» è stupita e delusa dalla decisione del Consiglio federale, che raccomanda di respingere l’Iniziativa per il paesaggio (Iniziativa popolare federale «Spazio per l’uomo e la natura»). La revisione della Legge sulla pianificazione del territorio che ha presentato come controproposta è al momento una scatola nera, dato che non se ne conosce il contenuto. I promotori sono convinti che il rafforzamento della pianificazione territoriale a livello costituzionale, chiesto dell’Iniziativa, sia indispensabile per uno sviluppo territoriale sostenibile.
Che lo sviluppo territoriale non sia sostenibile è noto da tempo: nel 2005 il Consiglio federale era già giunto a questa conclusione nel suo Rapporto sullo sviluppo territoriale. I dati di recente pubblicazione ribadiscono l’urgenza di un intervento a livello di pianificazione e sostengono le richieste dell’Iniziativa per il paesaggio. Per i promotori è incomprensibile che il Consiglio federale non tragga le dovute conseguenze da questi fatti e che respinga l’Iniziativa per il paesaggio, che sarebbe invece il primo passo verso uno sviluppo territoriale sostenibile.
I dati più recenti dimostrano quanto sia utile l’Iniziativa per il paesaggio.
L’associazione «Sì all’Iniziativa per il paesaggio» è stupita e delusa dalla decisione del Consiglio federale, che raccomanda di respingere l’Iniziativa per il paesaggio (Iniziativa popolare federale «Spazio per l’uomo e la natura»). La revisione della Legge sulla pianificazione del territorio che ha presentato come controproposta è al momento una scatola nera, dato che non se ne conosce il contenuto. I promotori sono convinti che il rafforzamento della pianificazione territoriale a livello costituzionale, chiesto dell’Iniziativa, sia indispensabile per uno sviluppo territoriale sostenibile.
Che lo sviluppo territoriale non sia sostenibile è noto da tempo: nel 2005 il Consiglio federale era già giunto a questa conclusione nel suo Rapporto sullo sviluppo territoriale. I dati di recente pubblicazione ribadiscono l’urgenza di un intervento a livello di pianificazione e sostengono le richieste dell’Iniziativa per il paesaggio. Per i promotori è incomprensibile che il Consiglio federale non tragga le dovute conseguenze da questi fatti e che respinga l’Iniziativa per il paesaggio, che sarebbe invece il primo passo verso uno sviluppo territoriale sostenibile.
I dati più recenti dimostrano quanto sia utile l’Iniziativa per il paesaggio.
- Secondo la Statistica delle zone edificabili della Svizzera pubblicata nell’ottobre 2008, nel nostro paese le riserve di aree edificabili sono sovradimensionate. Nel 2030 non sarà stata utilizzata nemmeno la metà delle superfici dichiarate edificabili e ancora libere presenti nel 2007. E, in molti casi, queste riserve non si trovano nemmeno laddove ve n’è il bisogno. Una ridistribuzione delle aree edificabili potrebbe migliorare la situazione. L’Iniziativa per il paesaggio crea le basi per una ridistribuzione delle aree edificabili tra i Comuni.
- Sempre nell’ottobre 2008, l’Ufficio federale dello sviluppo territoriale ha pubblicato un dossier che documenta il costante aumento delle costruzioni fuori zona. 540'000 edifici, ossia uno su quattro, sorgono fuori dalle aree edificabili. L’Iniziativa per il paesaggio chiede che la Confederazione emani regole per limitare la costruzione fuori dalle zone edificabili.
- Lo studio sull’edificazione dispersiva condotto dal Fondo nazionale di ricerca giunge alla conclusione che questo fenomeno ha raggiunto dimensioni allarmanti in Svizzera. Tra il Lago Lemano e il Lago Bodanico non si trova praticamente più un chilometro quadrato senza case o strade. Tra le quattordici contromisure proposte dagli scienziati, si trova il contingentamento delle aree edificabili, pure chiesto dall’Iniziativa per il paesaggio. L’Iniziativa viene esplicitamente sostenuta dai ricercatori del Fondo nazionale.